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ARENA BORGHESI - Storia in pillole

L’Arena Borghesi che tutti conosciamo oggi è quella grande sala cinematografica en plein air che, tutte le estati, da venticinque anni, offre svago, diletto e talvolta rifugio, ai faentini amanti del cinema. Ma questi ultimi decenni, in cui la città ha visto crescere l'offerta di cinema “di qualità” (che non sia, cioè, solo mero divertimento ma anche cultura, nella sua accezione più piacevole), non sono che l'estrema appendice di una lunga storia che ebbe inizio oltre un secolo fa.

Chi non è più un bambino forse ricorda ancora che, prima di risollevarsi per questa nuova, alta missione, quel luogo era finito con l’essere identificato con un losco cinema in cui si proiettavano film hard core: destino curiosamente comune a molte sale cinematografiche giunte all’ultimo atto della propria esistenza.

Ebbene, per soddisfare la curiosità di chi magari si chiede come fosse usata l’Arena nel lontano passato e per sopperire al naturale svanire della umana memoria, proveremo qui a tratteggiarne, in breve, la storia.

Un luogo destinato agli spettacoli estivi esistette ancora prima che venisse inaugurata questa Arena di mattoni: era di legno ed era stato eretto dapprima in centro, nella piazzetta del Vescovado. Ma la sua vita, pare, non durò che una sola stagione: l’estate del 1890. Nel 1891, in seguito a veementiproteste di cittadini infastiditi dal rumore degli spettacoli, il proprietario decise di spostarla in un luogo più defilato, fuori le mura, appena oltre la Porta Montanara. Per alcuni anni ancora si trattò di un prefabbricato in legno, da montare e smontare ogni stagione; fino a che, nel 1895, il nuovo proprietario, Vincenzo Borghesi, si propose di costruire una struttura duratura, in mattoni, molto bella e più adeguata alla grande varietà di spettacoli che allora si usava offrire alla cittadinanza.

L’edificio originario era molto più completo e curato di quello che si può vedere oggi, dopo cento anni e due guerre. Ai due lati dell’ampio palcoscenico rialzato correvano due file di palchetti, un ordine, coperti e la grande platea era suddivisa in posti primi e secondi e gradinate; in tal modo essa poteva contenere fino a più di seicento persone. Vi erano inoltre i camerini per gli artisti, una pista di “schettinaggio” e, rialzata a destra del palco, una grande terrazza (ancora visibile) dove si potevano gustare rinfreschi o dare feste da ballo. Completavano questo bel complesso dedicato agli spettacoli il “Caffè”, una “Birraria” e, adiacente, un’osteria. Ciò rendeva il luogo appetibile anche durante il giorno, indipendentemente dagli spettacoli che avevano luogo sul palcoscenico.

Naturalmente, a quel tempo il neonato spettacolo cinematografico non era ancora previsto, né lo fu per molti anni a venire (la più antica proiezione cinematografica data a Faenza fu con ogni probabilità quella che avvenne al Teatro Masini nel gennaio del 1904). Eppure non c’era proprio da annoiarsi, se pensiamo che, per contratto, i gestori dell’Arena erano tenuti ad offrire agli spettatori spettacoli veramente di ogni genere: compagnie eccentriche di varietà (donne cannone, uomini volanti, incantatori di serpenti, maghi ecc. ecc.), operette, scenette di grand-guignol (che all’epoca andava di gran moda), opere liriche, circo equestre, oltre, naturalmente, alla prosa (drammatica e commedia).Per la cronaca: la prima stagione della nuova arena fu inaugurata nel 1895, dalla Fedora di Sardou. Fu invece solo a partire dagli anni ’30 e ’40 che il cinema iniziò a prendere un po’ più di spazio, grazie mutare dei tempi e dei gusti.

Un incendio nel 1927 e poi la guerra, con i bombardamenti del 1944, cambiarono per sempre il volto della nostra gloriosa Arena, avvicinandolo a quello che vediamo oggi: sparirono ad esempio i palchi e parte degli edifici di corredo. Fino agli anni Sessanta, assieme al Cinema, sopravvissero comunque anche “Rivista” e Cabaret. Giungiamo così ai nostri giorni, quando, nel 1982, l’eroico cineclub “Bellissima” accolse l’invito dell’amministrazione comunale, che ne è l’attuale gestore (mentre chissà come la proprietà è passata dalla famiglia Borghesi all’AUSL…), a proporre alla città una rassegna di cinema estivo. Il resto è cronaca.

1982-2006:
25 anni di Arena