L’incidente di Fukudamura

È il regista e sceneggiatore Arai Haruiko il protagonista dell’edizione 2026 di Ottobre Giapponese, il festival organizzato dalla Associazione per gli scambi culturali fra Italia e Giappone ASCIG.

Per la prima volta in Italia, Arai Haruiko seguirà personalmente la rassegna a cura di Marco del Bene e Hiromi Yamada a lui dedicata nei 4 appuntamenti tra Ravenna e Faenza, con il grande desiderio di incontrare il pubblico italiano.

Il film racconta del tragico incidente di Fukuda: nel 1923 a seguito del grande terremonto del Kantō la gente inizia a sospettare che i Coreani potessero approfittare della situazione drammatica per colpire ulteriormente la popolazione giapponese. Scatta così una caccia all’uomo dalle drammatiche conseguenze

Il film ha vinto il premio New Currents al Busan Film Festival.

L’appuntamento è per giovedì 15 ottobre alle ore 21.00 al Cinema Sarti
Al termine della proiezione è previsto l’incontro con Arai Haruiko moderato dal Prof. Marco Del Bene

L’incidente di Fukudamura — Fukudamura jiken (September 1923)
Tatsuya Mori — 137′ — Giappone 2023
Proiezione in lingua originale giapponese sottotitolata in italiano
Ingresso €7 | Ridotto €6 | Soci Arci-Ascig €5

Trama

Le esistenze di varie persone, si intrecciano tragicamente nel villaggio di Fukudamura, vicino a Tokyo, a cavallo del 1° settembre 1923. In quel giorno fatale, una violenta scossa di terremoto devastò l’area di Tokyo e Yokohama, causando più di 100.000 morti, milioni di senzatetto e danni incalcolabili. Il film, realizzano nell’anno del centesimo anniversario del terremoto, esplora un aspetto meno noto della tragedia, ovvero il linciaggio di alcuni venditori ambulanti, da parte degli abitanti del villaggio di Fukudamura. Un evento che si inserisce nel massacro, perpetrato Tokyo e nelle zone limitrofe, di centinaia e forse migliaia di persone, accusate di crimini inesistenti dalla folla inferocita, in cerca di capri espiatori.

I principali obiettivi di questa ventata di follia omicida furono i coreani, molti dei quali vivevano in Giappone dopo l’annessione del loro Paese all’Impero del Sol levante nel 1910. Tuttavia, furono uccisi anche persone di origine cinese o provenienti da Okinawa, così come discendenti dei burakumin, i reietti del periodo feudale. Non ultimo, approfittando del caos seguito al terremoto, alcuni “zelanti” ufficiali di polizia presero di mira anche anarchici, socialisti, sindacalisti e altre “persone scomode”.

Il film co-sceneggiato da Arai Harukiko, anche alla pianificazione del progetto cinematografico, è stato diretto dal documentarista Mori Tatsuya che ha dato al film un taglio secco e asciutto, nonostante la drammaticità delle situazioni. Il film scomodo, che ha avuto difficoltà a trovare i finanziamenti, raccolti in buona parte da una campagna di crowdfunding e a trovare attori, vista la ritrosia di molti. Nonostante tutto il cast è di altissimo livello, con alcuni attori di chiara fama che hanno convintamente aderito al progetto, come Iura Arata, Rena Tanaka (che interpretano i coniugi Sawada), Emoto Akira (un anziano del villaggio), Nagayama Eita (Shunsuke) e Pierre Taki (il capo villaggio Sunada). Il film porta a interrogarci sulla facilità con cui, in situazioni estreme, le nostre paure – prima fra tutte quella del diverso – possano scatenarsi in un vortice di violenza e che a farne le spese sono sempre i più deboli.

Una biografia di Arai Haruiko

Arai Haruhiko, Tokyo, 1947. Sceneggiatore, registra, produttore e critico cinematografico. Vanta una carriera lunga mezzo secolo e ha vinto per ben cinque volte il Premio Kinema Junpo per la sceneggiatura, per film quali Vibrator (2003) e Kanikui (2013). Dopo gli studi all’Università Waseda di Tokyo, entra nel mondo del cinema lavorando come aiuto regista e sceneggiatore per la Wakamatsu production dai primi anni Settanta. In seguito, ha lavorato sia per produzioni cinematografiche indipendenti, sia per grandi produzioni e anche per la televisione. Dal 1997 si è anche messo dietro la cinepresa, realizzando diversi lungometraggi, da lui stesso sceneggiati. Ha trasferito la sua pluriennale esperienza professionale in ambito cinematografico anche sulla carta stampata, assumendo nel 1989 il ruolo di editore e di capo redattore della rivista Eiga gijutsu (Arte cinematografica), spesso prendendo posizioni scomode e controcorrente.

Relativamente poco noto all’estero, al di fuori dei circuiti specializzati e dei festival, sarà per la prima volta in Italia in occasione della rassegna a lui dedicata per la XXIV edizione dall’Ottobre Giapponese