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Veloce come il Vento (di M. Rovere)

Veloce come il vento
di Matteo Rovere
Con Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli, Giulio Pugnaghi.
Azione, 119 min. – Italia 2016.
La passione per i motori scorre da sempre nelle vene di Giulia De Martino. Anche lei è un pilota, un talento eccezionale che a soli 17 anni partecipa al Campionato GT, sotto la guida del padre. Ma un giorno tutto cambia e si trova a dover affrontare da sola la pista e la vita. A complicare la situazione il ritorno del fratello Loris, ex pilota ormai totalmente inaffidabile, ma dotato di uno straordinario sesto senso per la guida.
[…] Veloce come il vento è molto di più che un film sulle gare automobilistiche: le corse non sono che un pretesto per mettere in scena un dramma famigliare. E anche se qui la fatica e l’allenamento pesano sul corpo acerbo e il collo da colibrì di Giulia, a giocarsi la seconda chance della vita è in realtà Loris, loser da troppo tempo alla deriva.
Volano sul serio le auto sul circuito di Monza, Imola e Vallelunga e sulle strade cittadine di Matera con al volante piloti sprezzanti del pericolo, o meglio disperati, che si giocano il tutto per tutto e dove il circuito diventa metafora di quella strenua lotta che si ingaggia con se stessi e la vita. Da applauso anche la cura con cui si restituisce la liturgia della preparazione alla gara, quando i due fratelli ripassano ogni centimetro e dettaglio della pista con relative scalate e accelerate.
L’esordiente Matilda De Angelis, ha il phisique-du-rôle perfetto per questo ruolo da piccola guerriera. Mix perfetto di fragilità e determinazione, di bellezza e personalità, fa da degno controcanto all’istrionica performance di uno strepitoso Stefano Accorsi, che per l’occasione si è imbruttito con denti marci, dimagrendo 10 kg e assumendo per la maggior parte del tempo un’espressione persa da vero tossico, oltre ad aver recuperato accento e dialetto d’origine.
Nel rapporto sempre più stretto che si instaura tra maestro e allieva, tra fratello maggiore e sorella minore, c’è soprattutto l’invito ad assumersi dei rischi, correndo magari all’impazzata in un centro abitato o tagliando il cordolo anche se la curva è pericolosa, perché non ai pavidi ma ai temerari è destinata la vittoria. Sorretto da una buona sceneggiatura, ispirata alla vita vera del pilota di rally Carlo Capone, e che regala diversi momenti divertenti, il film non solo dà lustro a una delle nostre eccellenze, ma la cala nel suo tessuto sanguigno e verace, colorandola con l’inflessione dialettale.
Marita Toniolo (www.bestmovie.it)
